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Comunicato stampa - 26/07/2019

Rifiuti: Cnvv aderisce all’appello a Governo e Parlamento per lo sblocco delle autorizzazioni per le attività di riciclo e di recupero (“End of Waste”)

Anche Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv) aderisce all’appello lanciato ieri a Governo e Parlamento da 56 organizzazioni di rappresentanza del mondo imprenditoriale di tutta Italia, tra cui Confindustria e il Circular Economy Network, per denunciare le pesanti ricadute sull’ambiente, sulla salute dei cittadini e sui costi di gestione dei rifiuti per famiglie e imprese, della sentenza del Consiglio di Stato del 28 febbraio 2018 che, stabilendo che le Regioni non possono rilasciare le relative autorizzazioni in assenza di una norma statale che lo preveda espressamente, ha di fatto “paralizzato” le operazioni di riciclo e di recupero dei rifiuti, industriali e urbani. Le imprese e le associazioni hanno richiesto con forza di recepire il pacchetto di direttive Ue in materia di economia circolare pubblicato a giugno 2018, per garantire una gestione sicura ed efficiente dei rifiuti e porre fine a una situazione che sta diventando una vera e propria emergenza.

«Le attività di riciclo e di recupero dei rifiuti – commenta il presidente di Cnvv, Gianni Filippa – sono imprescindibili per tutelare l’ambiente, la salute dei cittadini e la competitività delle nostre imprese e devono tornare ad avere un ruolo centrale. Quando parliamo di riciclo e di recupero dei rifiuti parliamo di economia circolare, di uso efficiente delle risorse naturali, di de-carbonizzazione, di nuove opportunità di investimento, di creazione di posti di lavoro e di innalzamento dei livelli di benessere per la nostra società. L’Italia può guardare con fiducia a questi obiettivi, perché vanta un tessuto produttivo che ha nel suo Dna l’economia circolare, ma la politica deve assecondare questa vocazione, non bloccarla con cavilli burocratici».

«Da un anno e mezzo – spiega il direttore di Cnvv. Aureliano Curini – ambiente, cittadini e imprese stanno facendo le spese di un conflitto giuridico di competenze tra Stato e Regioni; per effetto di questo contenzioso si sono bloccate le autorizzazioni e i nostri rifiuti stanno finendo sempre di più nelle discariche, i cui spazi si esauriscono rapidamente, o peggio ancora all’estero, con costi esorbitanti anche se poco noti: si stima che il sovra-costo sulla tassa rifiuti e sul rincaro dei prodotti si aggiri attorno ai due miliardi di euro all’anno. Basterebbe una semplice norma che ripristini la possibilità di rilasciare le autorizzazioni alle attività di riciclo sul territorio per evitare questo aggravio. A metà giugno 2019 il Decreto “Sblocca cantieri” è intervenuto in materia di cessazione della qualifica di rifiuto (“End of Waste”) ma non ha risolto la situazione di stallo, limitandosi a salvaguardare le tipologie e le attività di riciclo regolate da normative precedenti (DM 5 febbraio 1998 e successivi) ed escludendo quelle che sono state sviluppate negli ultimi 20 anni, che sono la maggior parte e che adottano le tecnologie più innovative e tutelanti per l’ambiente e la salute».

Fino a febbraio 2018 l’Italia aveva rappresentato un’eccellenza a livello continentale su questo fronte: il suo tessuto industriale, infatti, da anni si è strutturato per recuperare nei cicli produttivi materiali altrimenti destinati al conferimento in discarica o per produrre energia “pulita”, con prestazioni in continuo miglioramento. Nel 2017, anno di riferimento dell’ultimo rapporto Ispra, è stato possibile recuperare oltre l’80% dei rifiuti speciali prodotti dalle imprese, superando il dato del 2016, in cui ne era stato recuperato il 77%. Per quanto riguarda i rifiuti urbani, invece, oggi ne ricicliamo il 47%. La raccolta differenziata, infatti è una precondizione per gestire in modo virtuoso i rifiuti attraverso il loro corretto conferimento verso impianti dedicati al riciclo, ai quali, però, servono le autorizzazioni che sono al momento sospese.

«L’appello lanciato dal mondo imprenditoriale – conclude Filippa – si rivolge non solo alle istituzioni ma anche ai cittadini. Se le operazioni di riciclo non vengono rapidamente sbloccate, la crisi che già colpisce la gestione dei rifiuti, urbani e speciali, si aggraverà e porterà a situazioni critiche in molte città su tutto il territorio nazionale, con il rischio di sovraccaricare pericolosamente le discariche e gli inceneritori. La soluzione per porre fine a questa emergenza è già stata indicata dall’Europa con il pacchetto di Direttive in materia di economia circolare del giugno 2018, in cui si prevede che le autorizzazioni vadano concesse caso per caso dalle amministrazioni competenti. Chiediamo di recepire con urgenza queste norme per garantire una gestione sicura ed efficiente dei rifiuti e affrontare in modo adeguato le importanti sfide, economiche e ambientali, che ci stanno davanti».

 

Per ulteriori informazioni: Marco Fontana, responsabile comunicazione e media CNVV

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